Come liberarsi dalle trappole dell’ansia

Provare ansia occasionalmente è del tutto normale e può accadere quando ci troviamo in una situazione ad alto rischio, che sia un pericolo fisico o psicologico, per esempio se ci troviamo di fronte a un conflitto fisico o verbale.Quando sperimentiamo ansia sarebbe importante riuscire a fermarsi ad osservare i nostri pensieri e se lo facessimo o quando impariamo a farlo, possiamo notare che tutti i pensieri che generano ansia sono falsi o limitati e limitanti.Quando siamo ansiose in realtà tendiamo a intrappolarci in questi modelli di pensiero che creano una spirale negativa e debilitante che prende il sopravvento sulla nostra vita convincendoci di un pericolo imminente o di un destino infausto, esacerbando il nostro senso di impotenza.La buona notizia è che ci sono delle strategie che possono essere adottate per uscire da queste “trappole mentali”.In prima istanza si tratta di modificare consapevolmente le tue attività per distogliere l’attenzione dal pensiero ansiogeno, perché alla base dell’ansia c’è sempre un pensiero solo che è così veloce che non lo riusciamo a percepire se non con la pratica costante.A volte si può scatenare una crisi ansiogena anche di fronte a un evento o un luogo che ci riporta all’esperienza dell’ansia, ma è proprio il pensiero che quel ricordo innesca che poi fa scatenare l’ansia.Dai un nome alla “tua” ansia in modo da capire meglio con cosa hai a che fare. Quando ti viene, che cosa stai facendo, che cosa stavi pensando? Scrivi un diario e cerca di prestare attenzione e poi trova un nome per la tua ansia.Razionalizza e scrivi fatti e incertezze che hai e separali. Scrivi onestamente quali storie in realtà ti stai raccontando e quali sono i fatti reali, e scrivi anche le tue considerazioni.Dopo avere fatto questo esercizio, prova a metterti fuori dalla tua testa, e pensa a cosa diresti a un’altra persona se si trovasse di fronte alla stessa situazione che tu vivi con ansia.Seguo molte donne “ansiose” e molte sono persone di successo, persone che non potremo mai pensare che sono ansiose.Una manager di un’azienda importante che è una mia cliente di Coaching, sul lavoro è efficientissima ed è una persona molto amata dal suo team, ma il suo segreto che nessuno conosce è l’ansia.La notte non riesce a dormire e l’ansia influisce pesantemente sula sua salute e le porta via molta energia. Le persone che la circondano non sanno che le sue performance o i suoi discorsi in pubblico sono possibili perché assume dei farmaci anti-ansia senza i quali non potrebbe nemmeno pensare di fare quello che fa.Questa donna di successo della quale ovviamente non posso fare il nome è come se investisse energia in due lavori:il lavoro che fa per mantenersi, dove ha un grande successo, e il lavoro per gestire la sua ansia.Non è un caso isolato, perché l’ansia riguarda sempre più persone tra cui più donne e almeno il 20% delle donne nei paesi sviluppati soffre d’ansia in maniera cronica, mentre una fetta che sorpassa il 30% affronta un disturbo relativo all’ansia almeno una volta nella propria vita.
In base alla mia esperienza come Life Coach seguo molte donne e l’ansia colpisce spesso quelle più brillanti, ma a prescindere da questo, vi sono alcuni schemi pensiero, le cosiddette “trappole mentali” dell’ansia, che sono maggiormente sperimentati, e comuni tra chi soffre di ansia.
1.Catastrofismo: questo è uno schema pensiero che porta la mente ad immaginare il peggiore scenario possibile, o il peggior risultato se si è in ansia per qualche performance professionale.
2.Lettura del pensiero: questo schema mentale ci porta a ritenere di sapere quello che pensano gli altri, senza neanche ovviamente chiederglielo. Si fanno congetture pretendendo di leggere la mente altrui.
3.Chiaroveggenza:questo schema mentale è largamente diffuso e ci porta ad immaginare che cosa ci riserva il futuro senza avere dati concreti.
4.Pensiero in bianco e nero: In questo caso, lo schema mentale prevede la possibilità di due soli risultati e non si vedono le vie di mezzo.
5.Generalizzazione:in questo schema mentale il condizionamento ci porta a vedere tutto e tutte le situazioni con la lente della generalizzazione.” Non farò mai nulla bene” oppure “Quando parlo in pubblico è sempre un disastro”.
Se ti trovi in una di queste trappole prova queste strategie che uso personalmente con le mie clienti per aiutarle a superare l’ansia.
Il mio lavoro di Life coach è orientato ad aiutare le persone ad adattare i loro comportamenti, a cambiare il modo in cui pensano per liberarsi dalle credenze limitanti che li boicottano nella vita personale e professionale e anche l’ansia è un fattore limitante della vita sia personale che relazionale, perché ci fa essere schiave della mente. In qualche modo la mia missione è aiutare le persone a uscire dalle gabbie mentali che si creano per aiutarle ad essere libere.Rompere certi schemi pensiero negativi ti da il controllo della situazione e non sarai più schiava di ogni pensiero che ti arriva nella mente, così come liberarti dal giudizio degli altri e di quello che ti autoinfliggi ti farà vivere una vita più appagante e gioiosa.
Impara a riconoscere il meccanismo che è alla base dell’attacco di ansia che sperimenti:l’ansia è spesso preceduta da sintomi fisici, e devi imparare a riconoscerli: stomaco in disordine, tachicardia, mani sudate per esempio. Queste reazioni provengono dal cervello, da quella parte chiamata amigdala, che fa reagire il tuo corpo con una risposta di lotta o fuga offuscando il tuo pensiero razionale.Quando noti queste reazioni nel tuo corpo, quello che puoi fare è cambiare consapevolmente pensiero coinvolgendo la parte razionale del tuo cervello, impegnandolo in qualcosa di complesso da risolvere come un sudoku, o qualsiasi altra attività matematica che ti impegni, e che ti sfidi abbastanza da distogliere il tuo cervello dai tuoi fattori di stress.
Dai un nome alla trappola che hai appena riconosciuto, un nome a piacere ma che ti servirà a ricordare con cosa stai avendo a che fare.Dargli un nome ti servirà a convertire la vaga minaccia che percepisci in qualcosa di concreto e imparerai a distinguere le ricorrenti trappole mentali che ho descritto sopra.
Su un foglio fai due colonne, e su una colonna elenca tutte le tue paure, incertezze e dubbi.Sulla seconda colonna scrivi solo i fatti che si sono verificati. Confrontare le due colonne puo’ aiutarti a placare le tue paure e riportarti alla realtà, smorzando le tue preoccupazioni.Purtroppo ci mentiamo, ci raccontiamo storie, costruiamo film, facciamo congetture, e tutto questo avviene nella nostra mente ma poi lo proiettiamo nella realtà e costruiamo una “nostra realtà” dove ci ingabbiamo sempre di più invece che andare verso la libertà e la libertà non è una condizione esclusivamente fisica. Tutti gli schemi pensiero e i condizionamenti ricevuti, cosi come le generalizzazioni e le false credenze, sono le nostre gabbie primarie e i sistemi che la nostra mente utilizza per ingabbiarci. La mente può essere uno strumento meraviglioso e creativo, quanto distruttivo. Quando si prende consapevolezza di come funziona la nostra mente e di cosa è capace, si comincia d usarla invece che esserne usati e questa credetemi è la più grande forma di libertà.
È umano provare paura, essere insicure o confuse, e nella giusta dose può anche essere utile, perché grazie alla paura e al dubbio rimaniamo vigili, impegnate e costruttive, ma quando l’ansia sovraccarica il cervello, al contrario, mina le nostre prestazioni, ed è importante scegliere consapevolmente di liberarsene adottando delle strategie che ci portino ad esserne libere. Anche se il farmaco può aiutare a tamponare il sintomo è come strappare una pianta senza togliere la radici. Quella pianta ricrescerà e la stessa cosa avviene per l’ansia e tutti i problemi di salute che sperimentiamo. Se non togliamo le radici troveranno il modo di ricrescere e di avvelenarci l’esistenza.
Se hai delle sfide che non riesci a superare e vuoi affrontare un percorso con me puoi contattarmi via telefono o attraverso la mail o il form che trovi nella sezione contatti. La prima sessione sia di persona per chi si trova a Roma sia via Skype o Zoom o telefono è gratuita e serve a valutare se ti posso essere di aiuto.

Come liberarsi dalle trappole dell'ansia

Impara a fidarti di te stessa

Imparare a fidarsi di se stesse è molto importante specialmente se sei uno spirito libero e creativo!
Sapere chi sei è la prima cosa e per farlo dovrai concentrarti su te stessa piuttosto che sugli altri. Per fidarsi di te stessa dovrai imparare a conoscerti, e spesso non è facile, ma è fondamentale imparare a fidarsi di se stesse, dei propri desideri e del proprio intuito.
Anche se vi potrà sembrare strano per arrivare a fidarsi di se stesse e per arrivare ad avere fiducia e discernimento è necessario passare attraverso l’incertezza e scrutare l’ignoto.
Una cosa importante quando si tratta di guardare dentro se stesse, è quella di liberarsi da tutte le credenze limitanti tra cui la peggiore è che i nostri desideri dovrebbero essere soppressi perché avere desideri è egoistico, e questa è un’affermazione falsa, perché una persona senza desideri anche se viva è internamente morta.Infatti il desiderio è il motore della nostra vita.In più ci hanno insegnato a fidarsi degli altri e a riporre la nostra fiducia su persone esterne, che siano genitori, insegnanti o preti, o altre persone che ci insegnano spesso cose delle quali non sono così convinte neanche loro, e questo ci porta ad avere difficoltà a fidarsi di noi stesse. Molte persone hanno questa difficoltà di fidarsi di se, ma quando si impara a farlo si acquisisce un profondo e gratificante senso di libertà.
Quando non ci si fida di sé stesse, ci si sente confuse, perse e insicure, facciamo cose che non vogliamo fare e che sono contro i nostri desideri più profondi, e questo ci porta a sentirsi in colpa.Imparare a sentire e riconoscere chi siamo è importante e la prima cosa importante è scoprire il potenziale infinito che è in noi; si tratta di scavare nella nostra profondità per trovare la vera essenza di chi siamo  e creare la nostra vita per quelli che sono i nostri  desideri reali e non quelli che ci si sono appiccicati addosso da credenze e convinzioni altrui.
Una volta che avrai scoperto la tua vera essenza potrai portare la tua personale energia e il tuo talento nel mondo, e ti sentirai bene.
Fidati di te stessa, del tuo intuito, dei tuoi desideri, vivi la vita che vuoi e che hai sempre sognato.Potrai realizzare la carriera che hai sempre voluto, o avviare una nuova attività imprenditoriale che ti piace, e avrai anche relazioni personali e di coppia più sane e più appaganti. 

Come fidarti di te stessa

Innanzitutto, parliamo del motivo per cui così tante donne dubitano di se stesse.
La ragione potrebbe essere che siamo state addestrate a credere sempre che non siamo mai abbastanza e che non abbiamo nessun potere di influenzare gli eventi e la nostra vita, il che è  assolutamente falso.
La società o le persone che ci hanno cresciuto e influenzato, ci hanno portate a credere che per essere accettate dobbiamo vestirci, agire, pensare e lavorare in un certo modo e che le autorità esterne la sanno più lunga di noi e sanno meglio che cosa va bene per noi, il che ancora una volta è assolutamente falso.
Perche ci crediamo? 
È una questione che viene da molto lontano, perché una volta le donne venivano bruciate sul rogo per essere diverse e tante donne hanno pagato con la loro vita la loro unicità e il loro volersi esprimere.In più avere una connessione con la propria conoscenza interiore veniva considerato addirittura sacrilego, perché le autorità religiose erano le uniche che avevano il potere di farlo.Tutto questo ha oscurato il nostro vero potere e ci ha reso schiave di dogmi e credenze che non ci appartengono ed è per questo che non ci sentiamo sicure a fidarci del nostro istinto. 
Inoltre i traumi collettivi ereditari, e le esperienze di vite passate vengono trattenute nel corpo emotivo di ciascuna di noi e ci portano a determinare cosa è giusto e cosa è sbagliato.
Avere paura a mostrare la propria unicità e perfino a guardarsi dentro è assolutamente normale anche perchè anche oggi seppure le donne non siano messe al rogo, spesso pagano psicologicamente la libera espressione della propria unicità.Purtroppo però se non sblocchi questa paura attraverso un percorso di consapevolezza, ti autocondanni all’infelicità e non troverai mai il coraggio di essere libera.Per questo motivo è importante amare e accettare se stesse e trovare la propria vera strada nella vita.Quando imparerai a fidarti di te stessa avrai il coraggio di essere chi sei veramente e ne sarai perfino orgogliosa. Inoltre scoprirai che incomincerei ad attirare nella tua vita le persone e le situazioni giuste per te. 

Cosa puoi fare 

1.Fidati dei tuoi sentimenti
Conoscere te stessa è molto importante e devi imparare a fidarti dei tuoi sentimenti,  imparare a riconoscere cosa ti appartiene e cosa no, perché i sentimenti non sempre riflettono la verità. Si tratta di imparare il discernimento che ancora una volta passa attraverso la consapevolezza.
Le emozioni sono la risposta della tua anima a come il tuo ego interagisce con il mondo.
Prendiamo per esempio la rabbia: magari ti senti arrabbiata per una determinata situazione, e la rabbia è data dal sentimento di impotenza che provi, sia esso nel risolvere una situazione o nell’esprimere chiaramente quello che pensi e che vuoi e che non riesci ad ottenere.Se non sei in contatto profondo con il tuo sé interno però, non saprai mai se quella rabbia è un meccanismo con il quale ti difendi per proteggere in realtà ferite più profonde.
2. Fidati del tuo intuito.
Siamo stati addestrate per secoli a fidarci delle autorità esterne, ed è per questo che ci può sembrare così spaventoso percorrere un sentiero non convenzionale.
Non è il percorso in sé che è spaventoso, ma la paura che percorrendolo, potresti non essere più accettata o amata.Per questo motivo è fondamentale imparare a fidarsi di se stesse.
La maggior parte delle persone non trova mai il proprio percorso o quello che le rende veramente felici, ma percorre strade contro la propria natura e i propri desideri perché non si fidano di se stesse, e non sanno come trovare dentro di sé le risposte giuste a cosa è meglio per loro. Anche in questo caso, quando avrai imparato ad avere una maggiore consapevolezza e a fidarti di te stessa, riuscirai a sentirti bene per come sei e a realizzare quello che davvero vuoi, sia nella vita professionale che in quella personale.
Realizzerai in altre parole, il tuo vero potenziale.
3.Fidati di come sei e del tuo valore
Molte donne pensano di essere egoiste, cattive e sbagliate e questo le mette in sentieri tortuosi e orribili di infelicità che distruggono l’anima.
Quando non riconosci il tuo valore, non riesci a stabilire dei confini e ti sentirai facilmente svuotata e senza energia e nell’impossibilità di attrarre quello che davvero vuoi, sia essa una relazione o più denaro o più tempo per te.
A volte alcune donne che hanno il denaro si sentono invece in colpa quando lo spendono per loro, rovinandosi la vita e le occasioni che la vita offre loro.
Questo accade perché combattono con le loro emozioni e si preoccupano di più del giudizio degli altri che della loro felicità. Se qualcuno si arrabbia per esempio, pensano subito che è colpa loro e che hanno fatto qualcosa di sbagliato.
Fidarsi del fatto che sei una “brava persona” e che hai dei valori che rispetti e che vuoi che siano rispettati, è molto importante, ma per farlo dovrai prima guarire il dolore del passato o non vivrai mai la vita per la quale sei destinata.
Quando ti conosci e ti apprezzi, e quando ti accetti per quello che sei senza giudicarti, acquisisci la capacità di guardare a tutte le situazioni in modo più obiettivo, e non solo attraverso gli occhi del condizionamento del passato, ma attraverso gli occhi del tuo sé superiore con il quale dovrai prima entrare in contatto.
Tutto questo ti porterà ad amarti e a scoprire il tuo vero potenziale per creare la vita che davvero vuoi.
È un percorso che io svolgo in 30 sessioni il cui obiettivo è quello di aiutarti a superare i traumi del passato e riconnetterti con il tuo sé superiore per avere la vita che davvero desideri.Non potrai pentirti di avere dedicato del tempo a conoscere te stessa, perché ti sentirai finalmente libera, e la libertà come sai non ha prezzo.Chiamami adesso per fissare una prima sessione gratuita per scoprire se e come posso aiutarti a realizzare il tuo pieno potenziale.

3 modi di fidarti di più di te stessa

                 Colorale come vuoi sempre bugie sono 

Le bugie si dividono generalmente in bugie bianche o nere, ma in realtà sempre di bugie si tratta. Se osserviamo i nostri comportamenti quotidiani difficile non scoprirsi a dire anche qualche piccola innocente bugia ogni giorno e a volte le usiamo anche per ottenere dei vantaggi personali.In questo caso siamo nel campo delle cosiddette bugie nere.Al contrario, le bugie bianche, le diciamo per compiacere una persona e sono davvero parte delle nostre quotidiane interazioni. Ma questo non significa che le bugie bianche non abbiano delle conseguenze.Vediamo le differenze e le conseguenze di entrambi i colori delle bugie e vorrei anche che portaste l’attenzione al lato potenzialmente non poi così bello delle bugie bianche.Nella vita di tutti i giorni, le persone a volte dicono "bugie nere" e talvolta "bugie bianche". Entrambi i tipi di bugie, sono comunque una forma di manipolazione e di inganno, ma con le bugie nere chi inganna lo fa per ottenere qualcosa a discapito dell’ingannato, ossia in altre parole, chi mente sfrutta l’ingannato per interesse personale. Un classico esempio è il famigerato rivenditore di auto usate, che mente ai clienti sullo stato delle auto in vendita per ottenerne un profitto. Per quanto riguarda le bugie bianche, il quadro è leggermente diverso: l'ingannatore mente per compiacere gli ingannati usando l'inganno affiliativo altresì chiamato anche alleanza egoica. Quante volte vi può essere capitato per esempio di avere detto ad una vostra amica che il suo taglio di capelli o il nuovo colore è fantastico mentre invece pensate il contrario? Questo tipo di bugia viene detta con lo scopo di creare una sorta di affiliazione,  per approfondire una relazione o per compiacere una persona dicendole non quello che realmente pensiamo ma quello che quella persona vorrebbe sentirsi dire.
Ovviamente bugie bianche e nere hanno motivazioni diverse tra loro, e quindi le bugie nere sono considerate più condannabili rispetto a quelle bianche, ma è proprio vero che le bugie bianche non arrecano nessun danno? 
La risposta è NO.Essere d’accordo con gli altri per ragioni di affiliazioni o per compiacere distorce le risposte e pregiudica dall'avere una comunicazione sana e spontanea e se si 
mente a scopo di proteggere qualcuno anche quando la verità è evidente si potrebbe inconsapevolmente arrecare danno alla persona stessa che potrebbe avere una lezione diversa di apprendimento dalla vita e che noi non possiamo giudicare.  
Eppure è così facile mentire ed è così radicato nella nostra natura che mentiamo spesso e dovremmo invece fare più attenzione, ma soprattutto dovremmo chiederci perché lo facciamo, perché sentiamo il bisogno di mentire. Quello che determina come e quanto le persone mentono è anche la possibilità di essere scoperti o meno. 
Se immaginiamo il caso del venditore di auto , più le sue bugie avranno la possibilità di essere scoperte, nel caso per esempio che non dichiari graffi o danni evidenti all’auto che vuole vendere e più sarà obbligato a diventare “onesto” ma sempre per una ragione di profitto e non per un’adesione alla verità che nasce dalla sua consapevolezza.Questa è la parte più importante: quando la consapevolezza si allarga e quando l’essere umano si sveglia, diventa sempre più difficile mentire: si perde il bisogno di essere accettati e si diventa liberi dal giudizio degli altri. 
Quando mentiamo mentiamo principalmente anche a noi stesse e ognuna di noi ama percepire se stessa come onesta anche se non lo è per cui mentire ha anche un costo psicologico. Si può però diventare davvero oneste e a cominciare da se stesse, smettendola di crearsi realtà diverse per non vedere la verità, smettendola di giustificare chi si comporta male perché ci fa comodo, smettendola di stare in relazioni che non ci piacciono per non stare da sole. Le menzogne che diciamo ogni giorno a noi stesse e agli altri spesso sono tante, e un buon esercizio per allenare la propria consapevolezza è quello di guardare sempre dentro noi stesse, e cercare la verità:Non c’è nulla di male a sbagliare o a dirsi la verità anche se è scomoda. Se sappiamo che stiamo con una persona per convenienza, possiamo continuare a farlo e scegliere di farlo ma diciamoci la verità.Se poi riusciamo a diventare così libere dal non dovere più mendicare amore o sicurezza dagli altri, allora potremo costruire una vita nuova e diversa, una rinascita verso la libertà interiore che è la libertà da dogmi giudizi, generalizzazioni, credenze, bisogno di conferme, ed è il lusso più grande che ci possiamo concedere che è quello di essere chi vogliamo essere. Quando scegliamo di essere quello che vogliamo e ci sentiamo davvero libere non c’è più bisogno di bugie bianche né di bugie nere.C’è solo spazio per l’onestà e la voglia di essere sempre persone migliori e di contribuire a fare del mondo in cui viviamo un posto migliore per tutti.

Bugie bianche e bugie nere.Colorale come vuoi, sempre bugie sono.

Sei troppo empatica?

Ti capita mai di domandarti quali sono le tue emozioni e quali quelle che hai raccolto da qualcun’ altro? 
Ci sono molte persone che non sono empatiche ma ci sono anche persone che al contrario sono troppo empatiche e che non solo sentono profondamente il dolore delle persone che soffrono, ma lo portano con loro.Quando sei troppo empatica, spesso nelle tue relazioni tendi a donare veramente troppo e rischi di soffrire di una carenza di energia.E talvolta quando si è troppo empatiche diventa anche difficile capire quali sono le tue esigenze perché ti preoccupi troppo per quelle delle persone che ami. 
Essere empatici dalla radice del termine, significa sentire i sentimenti degli altri ed è una buona cosa, ma quando si è troppo empatici, questa sensibilità è amplificata all’ennesima potenza. 
Essere empatici e sensibili è una risorsa, ma ha un costo elevato. Chi è empatico è vulnerabile al contagio emotivo e “cattura” le emozioni degli altri.Di solito non comprendiamo questo ma le emozioni, sia positive che negative sono contagiose come il raffreddore o l’influenza, e quando si è troppo empatici si rischia di ammalarsi per la sofferenza che gli altri possono trasmetterci. 
Le persone troppo empatiche sono la preda preferita di quelli che si chiamano “vampiri energetici” e devono fare maggiore attenzione alle persone di cui si circondano, perché possono più facilmente soffrire di ansia, depressione e stress cronico a causa di questo. 
Se appartieni alla categoria delle persone super empatiche te ne puoi facilmente accorgere, perché in certi ambienti o vicino a certi tipi di persone particolarmente negative o depresse ti sentirai completamente svuotata.Le persone molto empatiche infatti hanno anche bisogno spesso di avere del tempo libero o di prolungati intervalli di solitudine dopo gli impegni sociali o le giornate lavorative per recuperare la propria energia.Magari hai sperimentato questa sensazione e non ti sei mai saputa dare una risposta e infatti non è facile avere consapevolezza di questo. Al contrario, chi sperimenta questi fenomeni di solito tende a sentirsi diverso dagli altri, sente di non essere capito e non capisce neanche se stesso o come e  perché questo avviene, e questo può generare paura, la paura che ci sia qualcosa che non va o che si sia diversi dagli altri.Molti terapeuti, tra cui psicologi, ma anche life coach o insegnanti di yoga, e anche medici a volte tendono ad essere molto empatici, ed è per questo che vengono loro insegnate delle tecniche per  non prendersi addosso tutti i dolori del mondo e per allargare la propria consapevolezza in modo da potere trovare maggiore equilibrio e non essere danneggiati dalla loro volontà di aiutare gli altri e dalla loro empatia, che non è come ho già detto una cosa negativa, bensì un dono, una risorsa, ma come tutte le risorse deve essere conosciuta e gestita affinchè lavori a nostro favore e non contro di noi. 

Un semplice test per capire se sei una persona molto empatica 

Vediamo cinque segni che ti aiuteranno a capire se sei molto empatica in modo da riconoscere in te questa meravigliosa qualità e controllarla in modo che non danneggi la tua salute.
1.Ti resta difficile stabilire dei confini: ti è difficile sapere dove finisci tu e dove iniziano gli altri, quali esperienze sono le tue e quali sono quelle che provengono dalle persone che ami o che ti sono vicine.Trovi faticoso o non sai come e quando aprire i “tuoi canali” per connetterti con gli altri e poi richiuderli.
2.Spesso non sei nel tuo corpo, e il “sentire” in maniera così empatica le esperienze e le sofferenze degli altri, in qualche modo ti dissocia, ma per te è normale, anche se potresti percepire che qualcosa non va.
3.Sei vulnerabile al contagio emotivo. Assorbi le emozioni degli altri, dai tuoi colleghi al lavoro, alla tua famiglia e ai tuoi amici e persino al tuo compagno o marito.
4.Il tuo sistema nervoso tende a sovraccaricarsi.A volte anche una festa o un evento rumoroso o sovraffollato ti mettono in allarme e ti fanno sentire eccessivamente stanca.
5.Hai problemi con l'intimità. Le tue relazioni sono piene di legami intensi e separazioni altrettanto intense. Puoi “fonderti” completamente e essere in simbiosi con gli altri in un batter d’occhio, ma rimani così invischiata che senti il bisogno di una sorta di “esorcismo emotivo” ossia allontanarti a volte è l’unico modo che hai per riprenderti il tuo spazio. 
Anche quando ne siamo consapevoli, questi modelli sono difficili da cambiare, perché sono radicati in noi a un livello molto profondo che la mente cosciente non può raggiungere:
Per questo motivo, per essere una persona “empatica sana” c’è bisogno di pratica quotidiana. 
La pratica passa attraverso il corpo e per una persona particolarmente empatica questo può essere difficile perchè il corpo per gli empatici è come un luogo desolato, come un campo di battaglia abbandonato da tempo.L’essere troppo empatici non è un qualcosa che riguarda solo le donne, ma per gli uomini, a causa dei dogmi della società, è più facile seppellire certi sentimenti fin dalla tenera età, ragion per cui tra i soggetti più empatici ci sono soprattutto le donne. 
E sono spesso donne che pagano a caro prezzo il dono ricevuto, perché tendono ad attirare persone fortemente vampirizzanti come i narcisisti psicopatici per cui le persone molto empatiche sono la prima risorsa energetica e il “cibo” preferito di cui i narcisisti si nutrono. 
Il dono dell’empatia è fortemente attirato dagli empatici e i cosidetti "vampiri energetici" usano le persone empatiche per fare i loro comodi confidando nelle illimitate capacità di comprensione di chi è molto empatico.

Consigli per gli empatici 

Gli empatici hanno una straordinaria capacità di unirsi agli altri e durante una crisi sono semplicemente fantastici. Le persone bisognose richiamano le loro capacità più profonde e li cercano. Infatti chi ha il dono di essere potentemente empatico ha spesso con sé anche il dono della guarigione, ed è straordinariamente intuitivo.Ha come una forza magnetica che attira a loro gli altri.Tuttavia, come abbiamo visto chi ha troppa empatia può essere prosciugato ed arrivare ad ammalarsi proprio a causa di questo meraviglioso dono. 

Come gestire la tua energia da “super empatica” 

1. Sviluppa dei sani confini. Non dare troppo spazio alla vita emotiva degli altri, perché spesso avrai notato che risolvi i problemi degli altri con facilità e li aiuti a ripristinare il loro equilibrio, ma a scapito delle tue riserve di energia.Lavora sulla tua consapevolezza in modo da imparare a gestire la tua troppa disponibilità.
Creare dei confini non è una questione di disciplina mentale; certamente dovrai imparare a dire di no a volte, ma i limiti se sei tropo empatico dovranno integrarsi nella tua fisicità e anche la consapevolezza dovrà passare per il copro cui dai probabilmente scarsa attenzione.Di solito io consiglio una pratica corporea come lo yoga che aiuta a portare l’attenzione nel tuo nucleo più profondo e ti aiuta a sviluppare la capacità di lasciare andare tutto ciò che ti appesantisce, per ricostruire le tue riserve di energia.
2. Porta consapevolezza nel tuo corpo. Immagina di essere partita per andare a trovare un’amica in un’altra città e ti sei dimenticata di chiudere la porta a chiave:non solo, hai anche lasciato spalancate porte e finestre  e in questo modo chiunque può entrare. Ecco com’è il mondo di una persona super empatica. Abbandona la “sua casa” a favore di qualcun’altro, e si sa che se si lasciano porte e finestre aperte è più facile che il ladro entri. Per questo è importante sviluppare consapevolezza e farla passare dal corpo in maniera che si radichi in te, per farti riconoscere e stabilire i tuoi confini in modo che sia tu deliberatamente a decidere chi può entrare nel tuo spazio e quando.
La pratica della consapevolezza deve passare attraverso il corpo per farti andare oltre al pensiero e radicarsi in te.Oltre allo yoga è importante anche praticare la meditazione perché permette di arrestare il flusso di pensieri e di riportarti a te e al momento presente.
3. Bilancia il tuo sistema nervoso.
L'ambiente di un empatico è come una "radio satellitare emotiva" con centinaia di canali. Il suo sistema nervoso passa facilmente da una stazione all’altra per ascoltare le trasmissioni emotive degli altri:dalle lamentele degli amici e dei colleghi, all’ansia del  partner, alla tristezza degli amici, tutto fa si che il  sistema nervoso di chi è troppo empatico vada in sovraccarico e senza rendertene conto potrai trovarti a sperimentare ansia, stress cronico e depressione.Devi proteggerti per evitare di esaurirti e preservare l’energia preziosa che hai in abbondanza e che gli altri percepiscono.
Sei come una luce che nel buio attrae le farfalle notturne.
Impara a notare i segnali di sovraccarico del sistema nervoso, come quella sensazione interiore di disagio che puoi provare dopo essere stata accanto ad una persona in sofferenza, o che ti ha scaricato addosso tutte le sue lamentele o i suoi problemi; ascoltati quando la frequenza del tuo cuore tende ad accelerare, percepisci i segnali che ti manda il tuo corpo quando sei a contatto con qualcuno e impara a riconoscerli e a saperti allontanare quando è il momento.
Pratica delle tecniche di respirazione che ti aiuteranno a riportare in equilibrio il tuo sistema nervoso e rallenteranno il battito cardiaco allentando l’ansia e il senso di disagio e impara a fidarti del tuo corpo e di te stessa.
4. Impara a regolare l'intimità.
Per gli empatici, l'intimità ha dei confini e spazi diversi:avrai notato che se a volte desideri un intenso legame emotivo, fisico e spirituale, allo stesso modo a volte sentirai invece un forte bisogno di allontanarti e magari non capisci perchè.La tua natura generosa attrae le persone narcisiste, i vampiri che hanno b bisogno di tutte le conferme che gli offri.Nel frattempo, sei talmente empatica che impari a mentirti e puoi creare una tua personale fantasia emotiva in cui vivi le relazioni in modalità costruita, imparando ad accontentarti delle briciole e a sopravvivere con il poco che ti viene dato in cambio da chi, al contrario di te ,non sa provare empatia.Per questo, hai bisogno di imparare a ricevere e a comprendere che una relazione sana è uno scambio e che non si può solo dare. Non c’è nulla di sbagliato in te:sei solo una persona meravigliosa che ha bisogno di conoscersi e di accettarsi  per quello che è, e di imparare ad amarsi e a difendere il prezioso dono dell’empatia.
Se sei un professionista della salute o un terapeuta potresti avere a maggior ragione bisogno di spazi di solitudine per ricaricarti e di praticare delle tecniche di consapevolezza per ristabilire i tuoi livelli energetici prima che si esauriscano e per non raggiungere mai il punto di rottura.
5. Sviluppa l'immunità emotiva. 
Gli empatici raccolgono le emozioni degli altri e persino le loro esperienze interiori così rapidamente che diventa difficile poi comprendere i meccanismi che li portano a stare male. 
È importante comprendere che potresti sviluppare ansia, dolore cronico e anche depressione e problemi immunitari che non appartengono a te ma a qualcun’altro. Esattamente come il tuo sistema nervoso, anche il tuo corpo lotta per stabilire i confini e potresti avere difficoltà a discernere cosa sei tu e cosa no. Non a caso molte persone particolarmente empatiche soffrono di malattie autoimmuni come il lupus o di allergie e fibromialgia. 
Cerca di entrare in contatto con il tuo corpo, con le tue emozioni e le tue sensazioni attraverso lo sviluppo della tua consapevolezza. Nota come ti senti dopo avere passato del tempo con gli altri e potrai così imparare quali persone sono pericolose per la tua salute per limitare le interazioni con loro. 
Una delle conseguenze più insidiose dell’essere troppo empatici è anche l’avere una pelle che reagisce  intensamente all'invasione reale o percepita. La pelle può diventare allergica a una serie di cibi, sostanze e ambienti sociali e imita il modello autoimmune di odio per se stessi.Ogni attacco reale o percepito, come un commento sgradito, o una richiesta di aiuto quando le risorse energetiche sono basse, entrano sotto la pelle in microsecondi e questo fa scattare un’allarme all’interno dell' organismo. Abbiamo il bisogno di costruirsi un guscio che ci possa proteggere dalle ferite ma anche dall’intimità con gli altri e anche da noi stesse perché è di noi stesse che dobbiamo sviluppare la piena fiducia. 
Essere empatici è come avere un indelebile marchio, un’impronta che dura per tutta la vita ed è per questo che anche il viaggio alla scoperta della consapevolezza è un viaggio e un impegno che dovrà durare per tutta la vita, ma è un viaggio che vale la pena fare perchè vi farà diventare resilienti.In realtà tutti, empatici e non, dovrebbero fare questo viaggio alla scoperta di sè per affrontare la vita con maggiore consapevolezza, per migliorare l'autostima, per conoscere e accettare i propri limiti, e per vivere una vita più gioiosa e appagante.

Se sei troppo empatica potresti perfino ammalarti

Il Risveglio spirituale

Una strada verso la libertà

Si parla spesso di percorso o cammino spirituale ma non sempre si capisce di cosa si parla e a cosa si fa riferimento, pensando che sia qualcosa di magico o religioso, o ancora peggio qualche fantasia personale. La verità è che non siamo solo un corpo, e la fisica oggi lo dimostra.Non si può dimostrare forse quella che chiamiamo anima, ma certamente sappiamo che oltre al corpo fisico che possiamo vedere siamo composti da atomi, elettroni e quanti, piccole particelle che non possiamo vedere ma che non per questo non esistono. Siamo energia che non possiamo vedere, ma possiamo sentire l’energia che abbiamo, attraverso il cibo che mangiamo e che ci permette di sentirci più o meno forti o più o meno in salute, come possiamo sentire l’energia che ci muove quando alleniamo il nostro corpo. La sentiamo, la percepiamo ma non la vediamo.In realtà siamo più “energia” di quella che riusciamo a vedere, energia che muove i nostri pensieri, le nostre emozioni, i nostri sentimenti, la nostra capacità di odiare e anche quella di amare; la nostra capacità di capire da un punto di vista intellettuale e quella di comprendere.Ci sono emozioni, sensazioni e sentimenti che non possiamo spiegare, così come un cieco non potrebbe spiegare la differenza tra un colore e l’altro, ma non possiamo spiegare neanche le sensazioni che proviamo in un luogo o quando siamo vicini a persone con le quali ci sentiamo bene e altre che invece ci fanno sentire a disagio.

Cosa significa essere spirituali 

La spiritualità è una dimensione senza limiti dell’esperienza umana, e coltivare una vita spirituale non significa far prevalere lo spirito sul corpo, ma integrare la sfera spirituale con quella fisica.Si parla anche di risveglio spirituale e sempre più persone sono interessate ad un percorso spirituale ossia ad un percorso di conoscenza di sé come anche sempre più persone stanno sperimentando quello che è il risveglio spirituale. Sono cose di cui non si parla molto o di cui si parla solo tra studenti e insegnanti, e tra persone che seguono pratiche spirituali.Quando accade il risveglio spirituale tutto cambia e spesso se non si ha qualcuno con cui confrontarsi ci si trova perfino a dubitare di se stessi perché non si capisce che cosa ci sta accadendo, ma non siamo più gli stessi ed è come avere occhi e orecchie nuove, e rinascere a un mondo e una realtà completamente nuove.In realtà quello che sperimentiamo dopo un risveglio spirituale è che ci sentiamo davvero vivi, e percepiamo una visione autentica della realtà. Il modo in cui riesco a spiegarlo per come è accaduto a me è come se quella coltre di ghiaccio che aveva coperto gran parte della mia vita, si fosse rotta improvvisamente e mi sono ritrovata ad essere una persona diversa, più viva e più connessa con gli altri e con l’intero universo.È un’esperienza che va oltre quello che abbiamo sempre sperimentato, e che ci porta in una realtà che non conoscevamo.Per la mia esperienza e per l’esperienza di persone che ho seguito in questo cammino, non è sempre uguale per tutti.Per qualcuno il risveglio è prolungato nel tempo, mentre per altri lo sguardo sulla quella che io chiamo la vera Realtà che di solito non vediamo, è  momentaneo e può durare solo qualche frazione di secondo.Ricordo la prima volta che mi accadde, solo pochi minuti, ma la realtà intorno a me era completamente e immediatamente diversa.In quel momento l’intero senso di me e della mia limitata realtà scomparve.Con il risveglio spirituale il modo in cui percepiamo tutto cambia, e scompare il senso di separazione tra noi e il resto del mondo.L’esperienza del risveglio ci porta a sentirci connesse con tutto quello che ci circonda e si risveglia in noi anche l’amore: per noi stesse, per gli altri, e per la vita, insieme ad un senso di umana compassione.In qualche modo è come risvegliarsi da un sogno, un sogno in cui non ci rendevamo conto di essere finché non ne veniamo scosse.Le persone che ho seguito e delle quali ho testimoniato il risveglio spirituale, erano persone che si sono rivolte a me perché avevano un problema nella loro vita, o perché stavano male o sperimentavano una sofferenza emozionale che le spingeva verso il bisogno di trovare risposte più profonde sul senso della loro vita, insieme al desiderio di comprenderne lo scopo.Quello che sentivano era un profondo desiderio di trovare una realizzazione più profonda.Ed è proprio questo desiderio che è alla base di tutta la ricerca spirituale.  

Life coach o spiritual coach? 

Onestamente non ho mai diviso la mia vita spirituale dalla medicina, dalla ricerca della salute o dalla mia missione di aiuto che è alla base della mia professione, perché so per esperienza che siamo più esseri spirituali confinati in un corpo che non corpi con uno spirito o anima o comunque vogliate chiamarla.Ho vissuto io per prima l’esperienza del risveglio spirituale che è arrivato nella mia vita e per il quale non mi attribuisco nessun merito, se non che fin da bambina ho sempre voluto sempre sapere di più e non ho mai trovato un senso nella sola vita materiale. Questo non vuol dire che non la apprezzi, tutt’altro. Apprezzo tutte le cose belle che possiamo fare o avere ma non sono quelle cose che danno un senso alla mia vita, e non ne sono schiava come non sono schiava del pensiero degli altri o delle convenzioni sociali. 

L’Ego e il Sè 

Il risveglio spirituale non è altro che il risveglio dal sogno di separazione che proviamo a causa dell’Ego che è insinuato nella nostra mente. L’Ego è quella parte di noi che percepisce solo la realtà fisica: è quella parte di noi che ci vuole fare avere ragione, che ci porta all’intolleranza, all’odio, al litigio, alla maldicenza e alla guerra.Quando ci “risvegliamo” dal sogno illusorio creato dalla mente egoica ci rendiamo conto all’improvviso che il senso di chi siamo è stato creato dalle nostre idee e credenze, che sono spesso idee e credenze che ci sono state appiccicate da altri, o credenze collettive che prendiamo per buone.Noi non siamo però definiti dall’Ego, così come non siamo definiti dai nostri pensieri ed è questa una delle trappole più pericolose che ci portano a sabotarci ogni giorno.L’Ego non è la nostra realtà, ma può esistere come una serie di pensieri, credenze, azioni e reazioni passeggere, ma di per sé non ha identità a meno che non scegliamo di identificarci con esso.Quando ci risvegliamo e quando riusciamo finalmente a percepire la vera Realtà, comprendiamo che tutte le idee e le credenze con le quali ci limitiamo, e le idee che abbiamo sula vita e sul mondo, o su come dovrebbero essere le cose, non sono altro che una “resistenza” alla visione della Realtà. Quello che chiamiamo ego non è altro che un meccanismo di difesa  che la nostra mente usa per lasciare le cose così come sono, e per resistere al cambiamento. In ultima analisi l’ego non è altro che quella forza che usa la nostra mente per lasciare le cose come stanno, e per farci percepire un senso distorto del sè che è distinto e separato dal mondo che ci circonda.Con il risveglio spirituale, questa bugia che è l’ego, e questo muro di credenze limitanti, semplicemente cessa di esistere, e la nostra percezione delle cose cambia completamente.Rinasciamo ad una nuova vita, e in quel momento dei risveglio, che sia solo per un attimo o che permanga più a lungo, ci rendiamo conto che ciò che veramente siamo non è in alcun modo limitato al piccolo senso di sé che pensavamo di essere.È difficile parlare di questi argomenti, perché il risveglio alla Realtà e alla Verità è qualcosa che trascende la parola ed è qualcosa di cui si deve fare esperienza per comprenderlo.Tuttavia è utile avere una guida che può provenire da qualcuno che conosce queste cose e che ha fatto questa esperienza, così come è stato per me, con i maestri che ho avuto, e le tante anime che hanno attraversato questo mondo per insegnarci la nostra vera realtà e che ne hanno fatto esperienza.Quando ci risvegliamo percepiamo il mondo in modo diverso, e non ci percepiamo più come piccoli esseri umani separati dalla realtà. Non è un’esperienza mistica o magica, è un’esperienza semplice, un sentimento di Unità, è lo Spirito che riconosce sé stesso.Non siamo infatti solo Ego, ma siamo anche anima e finché non ci risvegliamo viviamo sempre questa forma di dualità che è come descritto bene nella storia dell’indiano Cherokee che parla al nipote, la storia di due lupi che vivono dentro di noi e che si fanno la guerra costantemente:un lupo bianco e un lupo nero.Quello nero ci porta a fare azioni sconsiderate, ad essere intolleranti, a percepisci separati, e ci spinge verso azioni malvagie, mentre quello bianco che ha una voce meno imponente ci spinge verso l’amore ed è la nostra realtà più vera.Il risveglio spirituale ci porta ad essere chi veramente siamo e non è altro che un ricordo.In realtà quando ci “risvegliamo” ci ricordiamo di cosa siamo veramente; in qualche modo è come se lo avessimo sempre saputo, ma finalmente lo ricordiamo.Anche la trappola dell’illuminazione che molti insegnamenti spirituali perseguono, non è altro che una delle tante trappole dell’Ego che ci fa vedere il processo dell’illuminazione come un qualcosa di personale, ma nella nostra vera natura non c’è niente di personale, altrimenti siamo ancora nel mondo della separazione.Il risveglio non è personale:è la coscienza universale che si risveglia a se stessa, non è il me che si sveglia, ma il chi siamo che si risveglia.Il problema nel definire il risveglio spirituale è che mentre leggete le mie parole la vostra mente si crea delle immagini o altre idee su quello che state leggendo, e questo ne distorce la percezione.
Ci sono cose di cui si deve fare esperienza perché non possono essere immaginate e chi ha qualche rudimento di religione sa che del divino non ci si può fare immagine alcuna, ed è quello di cui vi sto parlando.Siete creature illimitate nelle proprie possibilità, in voi è contenuta l’immagine di quello che qualcuno chiama Dio o Essere, anche se potete chiamarlo come vi pare.Io lo chiamo Amore, e in voi risiede questo amore che è anche amore per voi stesse e per gli altri, e quando non vi percepite più come esseri separati dagli altri questo amore viene risvegliato e non potete più odiare perché così come non potete amare nessuno se non amate voi stesse, quando odiate un altro essere umano portate odio a voi stesse.La nostra vera natura è qualcosa di veramente inimmaginabile e quando vi risvegliate diventate presenti a voi stesse e a tutte le esperienze, e ogni cosa che fate diventa un momento prezioso e divino: anche bere una semplice tazza di caffè.
Come ho già detto, l’esperienza del risveglio può essere solo un assaggio e qualcuna di voi l’avrà probabilmente già fatta, oppure può essere sostenuta nel tempo, ed è quello che si cerca di mantenere attraverso un percorso spirituale, perché una volta fatta questa esperienza si comprende che non c’è niente di più bello e di più appagante che vivere in contatto con la nostra vera natura ed essere permeati dalla grazia e dall’amore.
C'è chi crede che, con il risveglio autentico, la tua percezione si apra alla vera natura delle cose e non si chiuda mai più, ma non è così perché un serio cammino spirituale ha tante pietre di inciampo, e deve essere sostenuto da una pratica quotidiana. Ci si riconosce come Uno, la paura viene cancellata e ad essa si sostituisce la certezza, la Fede, che non è credere in qualcosa perché ce lo hanno insegnato, ma è credere in chi siamo perché ne abbiamo fatto esperienza. Purtroppo le religioni se da una parte sono costruite su una verità di fondo, hanno poi reso difficile l’accesso a questa verità perché sono state e sono ancora causa di separazione esse stesse. Non c’è infatti un Dio migliore di un’altro, ma solo un Unità o Forza Creatrice che è la stessa per tutti e ancora più importante, che è accessibile a tutti e che ci fa uscire dai limiti di ciò che crediamo di essere o di potere fare .Questa energia creatrice ha il potere di farci entrare nell’abbondanza, e nella certezza che nella nostra natura  vi è la possibilità  di accedere a quell’abbondanza.
Quell’abbondanza è la fonte di tutto ciò che è e che sempre sarà, in questa vita, in questa dimensione e in qualsiasi dimensione.
Tutto quello che siete non è che una manifestazione dello Spirito: è lo Spirito stesso che si risveglia in noi, e che lo si sappia o noi, è il cammino di ognuno prima o poi, la traiettoria verso cui andiamo e la ragione per cui siamo in questo mondo, verso la piena conoscenza e l’esperienza dell’Unità.
Ed è per questo che qualunque cosa realizziamo in questa vita non siamo mai davvero pienamente sodisfatti e vogliamo sempre di più, perché in realtà tutti anche inconsapevolmente aneliamo al risveglio e alla conoscenza di chi siamo davvero, del senso più profondo della nostra esistenza, perché ogni cosa materiale ci darà soddisfazione per un po’ ma a lungo termine la soddisfazione e la gioia possiamo averla solo nell’esperienza che ci porta l’essere risvegliati.È il cammino della consapevolezza che si apre e che fa svanire il senso del sé separato, e quando accade per un momento è come se all’improvviso si entrasse in una dimensione dove non vi è più separazione né sofferenza, né imperfezione, ma solo gioia, amore e soddisfazione. Questa dimensione si può tuttavia richiudere e possiamo trovarci di nuovo nel “sogno” e nella percezione della dualità e della separazione, nel sentirsi isolati, limitati, e nella paura che prende di nuovo il posto della Certezza e della Fede, ma Fede e paura non possono coesistere.
Se siamo nella paura non siamo nella Fede e se siamo nella Fede non esiste la paura.

La buona notizia è che una volta che abbiamo avuto anche solo un momento di risveglio alla nostra vera Realtà, anche se non è permanente, non potremo mai tornare indietro completamente e chiudere quella realtà che abbiamo sperimentato anche se potrebbe sembrare così.In realtà nella parte più profonda di te stessa non lo dimenticherai mai, e anche se hai intravisto la realtà solo per un momento, qualcosa dentro di te sarà cambiato per sempre.Un solo momento di risveglio è una piccola morte per l’ego, che è il falso senso del sé e con quella piccola morte comincia la dissoluzione della percezione del mondo per come lo hai sempre visto. 

Il risveglio 

Che cosa cambia quando ci risvegliamo? Che cosa guadagniamo? E che cosa perdiamo? 
Quando ci risvegliamo alla vera natura di chi e cosa siamo veramente cambia davvero tutto.Guadagniamo consapevolezza, guadagniamo certezza e perdiamo paura, ma perdiamo anche noi stessi o almeno chi e cosa credevano di essere, e anche la nostra percezione del mondo.La separazione infatti è solo una percezione ma non è la vera Realtà.Il “tuo mondo” non è davvero il tuo mondo ma è solo la percezione che tu hai di esso.All’inizio questo, soprattutto parlandone senza farne esperienza, può apparire negativo perché sembra quasi che si debba perdere la propria identità, ma non è così.Quello che si dissolve in realtà è solo l’immagine che hai di te e tutte le credenze che ti sei portata dietro nella vita:credenze personali e credenze collettive che non ti appartengono ma che definiscono la tua identità presa in prestito da pensieri e credenze di altri che hai fatto tue e che non erano neanche di altri, ma che si sono perpetrate nei secoli creando un mondo di separazione, e con esso ogni forma di distorsione, prevaricazione, violenza e infelicità.Nessuna delle persone che ho seguito personalmente è mai tornata la stessa; anche se l’esperienza del risveglio è stata solo momentanea, le ha cambiate per sempre. Il risveglio ti da la libertà di essere ciò che vuoi, e di fare della tua vita su questa terra ciò che vuoi: ti permette anche di conoscere e apprezzare la Legge dell’Attrazione che è una realtà e che funziona davvero, ma non vi si accede se non si è risvegliati.
Il risveglio di solito non è mai come te lo aspetti. Le persone che vengono da me sono di solito già aperte ad un cammino spirituale, ma molti cammini spirituali danno delle aspettative false sull’esperienza dell’illuminazione ed è un’aspettativa che già di per se contiene la separazione. 
Il risveglio è davvero sorprendente e non è mai come pensiamo che sarà. Di certo è qualcosa di più semplice, ma non possiamo immaginarlo a causa della limitata coscienza che abbiamo nella percezione del mondo.È come se una goccia potesse contenere l’oceano. Non è possibile, ma la goccia è oceano nell’Unità anche se non lo contiene. 

Come cambia la tua vita dopo il risveglio? 

Con il risveglio il modo in cui percepiamo la vita cambia completamente.All’inizio ci si può sentire disorientate perché sebbene il risveglio sia un’esperienza unica e sorprendente, anche se tu come Uno ti sei risvegliata hai comunque la tua struttura umana, il tuo corpo e la tua personalità, ed è proprio la tua struttura umana che potrebbe esserne disorientata, non TU.
Un risveglio completo accade a pochissime persone e dipende da molti fattori tra cui il “bagaglio “ che queste persone si portano dietro.Se il condizionamento della persona è molto profondo un risveglio completo e immediato è molto raro.Quello che posso dirvi è che si comincia un processo di cambiamento dove ci saranno comunque delle sfide da affrontare ma si avranno degli strumenti diversi e più efficaci e con il tempo tutta la vita sarà diversa e si avrà una percezione diversa delle cose che ci accadono. In qualche modo con il risveglio si comincia a comprendere il concatenarsi degli eventi che ci accadono e non siamo più in balia della vita, ma siamo noi a guidarla.Il risveglio in ultima analisi è soltanto l’inizio di un viaggio, ed è il viaggio più bello che si possa fare: un viaggio che farai da sola, mentre io potrò offrirti delle indicazioni, e indicarti una direzione che ti potrà essere utile e di orientamento mentre intraprendi quel viaggio:il viaggio più bello che ti sia mai capitato.

Il risveglio spirituale

                          Parliamo solo attraverso il corpo ? 

                                        Oltre le parole: come leggere i segnali non detti 

La comunicazione non è composta solo dalle parole che usiamo.Il linguaggio passa anche attraverso i movimenti del corpo, dallo sguardo alla postura, ai movimenti delle mani, la comunicazione è composta da tutti questi aspetti. Possiamo decidere se mantenere un contatto visivo e riuscire più o meno a farlo, oppure stare curvi o con le spalle aperte e  mantenere una postura  eretta o muovere le mani mentre parliamo, e noi italiani siamo famosi in tutto il mondo per come a volte siamo anche capaci di sostituire in parte alcune gestualità alle parole.I gesti possono essere più o meno impercettibili ma chi si è addentrato in studi quali la PNL potrà facilmente notare anche solo da un movimento degli occhi alcuni particolari che ai più sfuggono. In ogni caso i gesti che facciamo soprattutto quando ci nascono in maniera spontanea raccontano molto di noi, e a volte anche più delle parole stesse.Anche il tono della voce fa parte dei segnali non verbali, e imparare ad interpretare il linguaggio del corpo è importante per comunicare in maniera più efficace  ed è lo scopo di questo mio articolo.

Cos'è il linguaggio del corpo? 

Per passarvi il messaggio in semplici parole, il linguaggio del corpo  è quell’elemento di comunicazione che rivela i nostri sentimenti e le nostre emozioni e che non passa attraverso le parole. 

È l'espressione del viso rilassata che sfocia in un sorriso genuino, il modo in cui muoviamo gli occhi, o in cui corrughiamo la fronte, i movimenti della bocca, oppure può essere una certa inclinazione della testa che mostra che siamo in ascolto, o una posizione eretta o movimenti delle mani che trasmettono interesse verso l’interlocutore.Ci sono poi posture che indicano difesa per esempio incrociare le braccia o tamburellare con i piedi.Sapere leggere il linguaggio del corpo è importante non solo per esprimersi meglio, ma anche per capire le parole non dette, e essere quindi più consapevoli delle reazioni delle persone a quello che diciamo o facciamo. Questo ci aiuterà anche a adattare il linguaggio per mantenere una comunicazione più positiva, più efficace e più coinvolgente, e ci aiuterà anche a essere compresi meglio quando parliamo. 

La scienza del linguaggio del corpo 

La cosa più straordinaria e che mi colpisce maggiormente, è che solo il 7% di un messaggio viene trasmesso attraverso le parole, mentre il restante 93% proviene dalla comunicazione non verbale.Il linguaggio del corpo secondo le ricerche è addirittura più importante del tono della voce o delle parole che usiamo per comunicare soprattutto quando si comunicano dei sentimenti.Ed ecco una trappola alla quale soprattutto di questi tempi dovremmo fare attenzione, in cui affidiamo molta della nostra comunicazione alla messaggistica. Ma che si tratti di sms piuttosto che di messaggi whatsapp, non dovremmo mai parlare di sentimenti attraverso questi canali perché è davvero difficile valutare i sentimenti quando non ci si può vedere, e questo lascia spazio a molte incomprensioni che potrebbero essere evitate.
Purtroppo sempre di più arrivano da me coppie o persone singole che mi raccontano di veri e propri litigi avvenuti attraverso whatsapp e anche di coppie che si lasciano o si mettono insieme sempre utilizzando forme di comunicazione che escludono non soltanto il corpo ma anche la voce. 

Come leggere il linguaggio del corpo 

Essere consapevoli del linguaggio del corpo negli altri significa che diventa possibile cogliere problematiche inespresse o emozioni negative non pronunciate. Ecco alcuni segnali non verbali cui potrete prestare attenzione. 

Le conversazioni difficili 

Le conversazioni difficili accadono e non sono mai comode da affrontare. Potrebbe essere un cliente scortese sul lavoro o un membro del tuo team, ma sono tutte situazioni che vengono oltremodo complicate da stress, nervosismo o sensazione di pericolo, e che possono essere svelate conoscendo il linguaggio del corpo.Anche se facciamo di tutto per nascondere le nostre emozioni con le parole, il nostro corpo non riuscirà infatti  a fare altrettanto. 

Segnali che indicano disinteresse o infelicità 

  • Braccia incrociate davanti al corpo. 
  • Espressione facciale minima o tesa. 
  • Spalle voltate all’interlocutore. 
  • Occhi bassi e evitamento dello sguardo 

Essere consapevoli di questi segni può aiutarti a modificare ciò che dici e come lo dici. In questo modo, puoi far sentire l'altra persona più a suo agio e aperta ad ascoltarti, il che diventa molto importante non solo nella comunicazione personale ma anche in quella professionale. 

Il linguaggio del corpo di chi è annoiato quando ascolta 

Se desideri tenere una presentazione o parlare a un gruppo di persone vorresti certamente il loro interesse, ma come fare a capire se il tuo pubblico invece si sta annoiando? 

Ecco alcuni chiari indicatori che chi ti ascolta sta trovando noioso quello che stai dicendo: 

  • Chi ascolta si accascia sulla sedia con la testa abbassata 
  • Chi ascolta fissa qualcos'altro o guarda nel vuoto. 
  • Chi ti ascolta si muove in continuazione o armeggia con penne, oggetti o con il telefono. 
  • Chi ascolta scrive (non per prendere appunti ovviamente) o scarabocchia. 

Analisi del linguaggio del corpo 

Positività 

Un linguaggio del corpo positivo supporta quello che stai comunicando, ti aiuta a trasmettere le tue idee in modo più chiaro ed evita di inviare messaggi contrastanti. 

Ecco alcune posture di base che puoi adottare se vuoi mostrare fiducia in te stesso e stimarla in chi ti ascolta. 

Questi suggerimenti vi saranno particolarmente utili per fare una buona prima impressione, e quindi nel caso di un primo incontro o di un colloquio di lavoro o di una prima volta in cui parlate in pubblico. 

 

  • Assumi una postura aperta. Sii rilassato, ma non rilassarti! Siediti o stai in piedi e tieni le mani lungo i fianchi 
  • Evita di stare in piedi con le mani sui fianchi, perché in questo modo comunichi aggressività e desiderio di dominare. 
  • Usa una stretta di mano decisa, senza esagerare ovviamente o diventerebbe imbarazzante e anche risultare aggressivo o doloroso per la persona che la riceve. 
  • Mantieni un buon contatto visivo. Cerca di mantenere lo sguardo dell'altra persona per pochi secondi alla volta. 

Questo dimostrerà che sei sincera. 

  • Evita di toccarti il ​​viso. 

Se lo fai mentre rispondi alle domande, può essere visto come un segno di disonestà, ed anche se per te non è così dovresti comunque evitare di giocherellare con i capelli o grattarti il naso mentre parli, perché in questo modo trasmetterai inaffidabilità. 

Linguaggio del corpo per parlare in pubblico in modo efficace 

Un linguaggio del corpo positivo può aiutarti a coinvolgere le persone, mascherare uno stato di ansia (se la provi) e darti più fiducia sull’argomento che stai esponendo. 

Assumi una postura positiva. 

  • Siediti o stai in piedi con le spalle indietro e le braccia aperte lungo i fianchi o davanti a te. 
  • Non metterti le mani in tasca e non piegati perché questo trasmetterà disinteresse 
  • Tieni la testa alta. La tua testa dovrebbe essere in posizione verticale e orizzontale. Sporgerti troppo in avanti o indietro può farti sembrare aggressivo o arrogante. 
  • Pratica e perfeziona la tua postura. Stai in piedi in modo rilassato, con il tuo peso distribuito uniformemente. Tieni un piede leggermente davanti all’altro per mantenere una postura ben eretta 
  • Usa i gesti delle mani tenendole aperte:allarga le mani davanti a te con i palmi rivolti leggermente verso il pubblico.Questo è un indicatore di volontà di condivisione delle tue idee e di apertura, 
  • Tieni le braccia vicine al corpo e non muoverle troppo o chi ti ascolta potrebbe concentrarsi più sui movimenti delle tue mani che su quello che stai dicendo. 

Se noti che la concentrazione del tuo pubblico diminuisce, protenditi leggermente in avanti mentre parli. Questo ti aiuterà ad avere attenzione su quello che stai dicendo. 

Linguaggio del corpo per colloqui e contrattazioni di lavoro 

Il linguaggio del corpo può anche aiutarti a mantenere la calma in situazioni in cui le emozioni sono elevate, come durante la negoziazione di un contratto, una revisione della tua performance o un colloquio di lavoro. Segui questi suggerimenti per allentare la tensione e mostrare apertura: 

 

Usa il mirroring 

Se puoi, rispecchia sottilmente il linguaggio del corpo della persona con cui stai parlando. Questo la farà sentire più a suo agio e potrà costruire un'alleanza. Ma fai attenzione a  non copiare ogni gesto del tuo interlocutore o potrai metterlo in imbarazzo. 

  • Rilassa il tuo corpo. Mantieni un aspetto calmo tenendo le mani ferme e respirando lentamente. 
  • Guarda interessato. Se ti viene posta una domanda complessa, puoi toccarti brevemente la guancia o accarezzarti il mento.In questo modo mostrerai che stai riflettendo su quello che vuoi rispondere. 

Il linguaggio del corpo può essere “allenato” in privato per prendere più confidenza con i suoi segreti. 

Impara a muoverti seguendo i suggerimenti che ti ho dato guardandoti allo specchio e immaginando di avere davanti un pubblico. Fai più volte i movimenti che ti ho suggerito e evita quelli non adatti osservandoti.All’inizio ti sembrerà di fingere ma poi ti diventerà naturale e ti permetterà di sentirti meno stressata e più sicura ogni volta che dovrai parlare in pubblico. 

Linguaggio del corpo nella comunicazione virtuale 

Importante come non mai nel momento che stiamo attraversando dove a causa della pandemia, la comunicazione sta diventando sempre più virtuale che in persona.Durante una videochiamata o una presentazione virtuale le regole sono più o meno le stesse, solo che lo spazio è ridotto e il tuo corpo nella maggior parte dei casi non si vedrà per intero. 

Ecco alcuni modi per aiutare i partecipanti e farli sentire più coinvolti e ricettivi verso quello che stai dicendo. 

  • Prepara correttamente la videocamera. 

Stai abbastanza vicina da mostrare interesse, ma non troppo per non invadere completamente lo spazio virtuale delle persone.Muoviti senza che i gesti delle tue mani tocchino lo schermo.

  • Metti in ordine il tuo spazio di lavoro

 e trova una zona tranquilla per la tua videochiamata o per la tua livestream, in modo da mantenere al minimo le distrazioni che potrebbero distogliere lo sguardo dei partecipanti. 

  • Mantieni il contatto visivo

Guarda nella telecamera come se stessi guardando negli occhi di qualcuno. Se si tratta di una chiamata di gruppo, guardati intorno senza fissare nessuno. 

  • Usa le espressioni facciali.

 Il tuo viso è in primo piano e al centro di una videocamera, pertanto mantieni un leggero sorriso per tutto il tempo. Alza le sopracciglia per mostrare coinvolgimento ed evita di aggrottare la fronte. 

Come usi il tuo linguaggio del corpo? 

I suggerimenti forniti in questo articolo sono una buona guida generale per interpretare il linguaggio del corpo, ma non si possono applicare a tutti indiscriminatamente. 

Quello che può fare la differenza è infatti nel background culturale, ed i gesti che in un paese possono avere significati diversi rispetto ad un altro.Se ti dovesse capitare di notare qualcosa che ti sembra che non stia funzionando e ricevi dei segnali contrastanti chiedi direttamente alla persona che te li invia senza farti troppi problemi.Del resto il linguaggio del corpo è un complemento del linguaggio verbale e non un sostituto. 

Quindi se hai dei dubbi e sei in un contesto culturale diverso dal tuo, non fare supposizioni ma chiedi apertamente! 

Comprendere il linguaggio del copro per comunicare più efficacemente

Credere o percepire?

La differenza tra credenza e percezione

La percezione e la convinzione, ossia il percepire e il credere sono riferiti a due stati o condizioni mentali che influenzano il modo in cui vediamo le cose intorno a noi.Mentre però la percezione è il modo in cui capiamo o apprendiamo un’esperienza attraverso i nostri sensi, ed è quindi uno stato che ci coinvolge completamente, la credenza è basata sul fatto che diamo per scontati accettandoli, alcuni fatti o luoghi comuni piuttosto che credenze di ogni tipo, anche religiose, e le facciamo nostre pur non avendole mai percepite.La differenza fondamentale è che le credenze sono forti convinzioni non basate sull’ esperienza mentre la percezione  si riferisce a stati o condizioni mentali che influenzano il modo in cui vediamo le cose ed è pertanto legata alla nostra individuale capacità  di comprendere o notare qualcosa.Le credenze sono spesso limitanti, creano giudizi e sono anche pericolose perché possono portare a comportamenti violenti sia da un punto di vista psicologico che fisico. 
Pensiamo al recente fatto di una ragazzina di soli 19 anni mandata via da casa e violentemente aggredita verbalmente dalla madre che l’ha pesantemente offesa, solo perché la ragazzina le aveva osato confessare una scelta diversa ossia il provare amore per una ragazza. Come si arriva a questo? Ad essere condizionate da pensieri altrui, ad essere schiave di pensieri altrui, con i quali giudichiamo e condanniamo?Come si può basandosi su credenze giudicare e condannare persino una propria figlia che dovremmo invece amare ed accettare? Tutto il mio lavoro e la passione che mi muove nel farlo, è quello di aiutare le donne perché a loro mi rivolgo, ad essere più libere, libere dalle credenze che le limitano ogni giorno, credenze che sono secolari e con le quali troppo spesso violentiamo noi stesse e gli altri, condannandoci, e condannando altri esseri umani alla sofferenza e all’infelicità. 
 

Cos'è una percezione? 

Una percezione si riferisce al modo in cui noti qualcosa usando i tuoi sensi o al modo in cui capisci o pensi a qualcosa, ed è quindi un fatto tuo personale che nasce dall’acquisizione di una esperienza e del modo in cui la vivi, e può cambiare nel tempo, perché si continua a fare esperienza.Ovvio che anche le percezioni si basano oltre che sull'esperienza, su fattori culturali o religiosi, e possono quindi anch’esse scaturire da alcune credenze.Il cammino verso la libertà interiore, è infatti un cammino molto difficile, laddove si tratta di affrontare tutte le credenze che non ci appartengono e apprendere quella che io chiamo l’arte del discernimento. 
La differenza fondamentale tra percezione e convinzione è in ogni caso che la percezione è solo un modo per vedere o capire qualcosa, e non è  quindi una convinzione. 
Pertanto, la percezione di una persona può cambiare nel tempo e non sparisce anche quando riusciamo ad abbandonare le credenze. 
 

Cos'è una credenza? 

Una convinzione o credenza è l'accettazione che qualcosa esista o sia vera, anche senza prove effettive. Le convinzioni sono generalmente basate sulla fiducia di credenze altrui che si sono propagate nel mondo.Una convinzione non sempre è limitante perché può anch’essa scaturire dall’esperienza, ma poiché le percezioni possono variare, variano anche le convinzioni che possiamo sviluppare.Le convinzioni possono derivare da ciò che si legge o si ascolta, o da ciò che ci viene insegnato, come nel caso delle convinzioni religiose.La maggior parte delle nostre convinzioni sono collegate alla religione e alla cultura. 
Culture e religioni diverse hanno credenze diverse che possono infatti anche essere contraddittorie tra loro. Per alcune religioni può infatti essere considerato “peccato” qualcosa che per altre religioni non lo è. 
Le convinzioni sono spesso così radicate in noi che influenzano i nostri pensieri, i nostri atteggiamenti e i nostri comportamenti.La credenza è credere in qualcosa senza avere le prove che questo qualcosa sia vero. La Fede erroneamente a mio avviso viene considerata una credenza, e per molti lo è, ma basandomi sulla mia esperienza personale, del mio personale rapporto con la Fede e con il credere in un’entità creatrice ritengo che la Fede può essere sia percezione che esperienza, perché del Divino si può fare esperienza e costruire quindi una vera Fede che ci può portare a contatto con quella personale esperienza che possiamo fare del Divino, e che è accessibile a tutti perché è dentro di noi che possiamo trovare tutte le risposte proprio perché siamo fatti a immagine e somiglianza di quello che comunemente chiamiamo Dio.Anche questa percezione però può variare con il tempo e con l’allargarsi della nostra esperienza come esseri sia umani che divini.Nel tempo mi sono fatta molte domande sulla fede, sull’esperienza, sula percezione e sulle credenze e la mia esperienza e la mia percezione mi portano a dire oggi che più riusciremo ad abbandonare le credenze basate sull’accettazione di fatti considerati veri ma dei quali non si è fatta esperienza, e più riusciremo a costruire un mondo diverso, basato non sul giudizio ma sulla compassione, un mondo in cui saremo davvero capaci di accettare e accogliere la diversità senza condannarla, un mondo in cui ci libereremo dal giudizio verso noi stessi e verso gli altri, e alla fine mi auguro, un mondo dove l’amore per il prossimo e la pace prevalgano sulla violenza, e sull’odio. 

La differenza tra credenza e percezione

6 Consigli per avere più fiducia  in te stessa

La fiducia può aiutarci a stare meglio e a costruire relazioni migliori e più forti.La fiducia negli altri può farci sentire più sicure perché sappiamo che avremo qualcuno che potrà aiutarci nel momento del bisogno.La fiducia è infatti il fondamento  di qualsiasi relazione sana inclusa la relazione che hai con te stessa . Se ti fidi di te stessa ridurrai  i tuoi  livelli  di stress e ti sarà più facile prendere decisioni.Se senti di non avere fiducia in te stessa voglio darti sei suggerimenti per costruire o ricostruire quella fiducia che ti serve per vivere una vita migliore, più gioiosa e appagante. 

Suggerimenti per avere fiducia in te stessa 

La relazione che hai con te stessa è la relazione  più importante di tutte così come è importante avere fiducia in te stessa.A volte perdiamo questa fiducia magari dopo avere commesso un errore  o a seguito di pesanti critiche ricevute Purtroppo non avere fiducia in se stesse è un problema perché diventa difficile prendere decisioni e si teme di fare sempre la scelta sbagliata.Oppure si rimugina a lungo dopo avere preso una decisione .È quindi molto importante costruire o ricostruire la fiducia in te stessa , perché ti renderà la vita più facile e anche molto più piacevole Voglio darti qualche consiglio per aiutarti ad imparare a fidarti di te stessa. 

1. Sii te stessa 

La prima cosa è imparare a non temere il giudizio degli altri, perché se sei sempre preoccupata di come gli altri ti vedono o di cosa pensano di te, semplicemente non potrai essere te stessa.E se non ti permetterai di essere te stessa agirai come una persona diversa da quella che sei veramente e si percepirà la mancanza di fiducia in te stessa che andrà inoltre anche ad abbassare la stima che hai di te.Cosa puoi fare in pratica? Ogni volta che cominci a sentirti insicura nei confronti di qualcuno ricorda a te stessa che va bene essere chi sei e che non hai bisogno di piacere per forza agli altri, e chi ti accetterà ti accoglierà per quello che realmente sei.Inizia a fare pratica con le persone con le quali ti senti a tuo agio, come gli amici più stretti e i tuoi familiari e vedrai che con il tempo ti verrà facile applicarlo anche con le nuove persone che incontrerai .Prendi nota mentre fai pratica di come ti senti, fai caso se ti senti a disagio o vulnerabile, e continua a fare pratica finché vedrai che la tua insicurezza inizierà a scomparire.Una volta che ti permetterai di essere te stessa, vedrai che anche le altre persone ti mostreranno più fiducia , e questo aumenterà la tua fiducia in te stessa. 

2. Stabilisci obiettivi sostenibili 

Spesso ci focalizziamo su obiettivi che non sono sostenibili, e che poi non riusciamo a raggiungere.Questo porta a frustrazione e diminuisce la fiducia che abbiamo in noi stesse. Cerca di essere realistica quando ti dai un obiettivo:se da una parte infatti, darsi obiettivi troppo ambiziosi  è una cosa buona perché ci motiva a lavorare sodo per ottenere quello che vogliamo, ha lo svantaggio che se non riusciamo poi a sostenerli ci fa sperimentare il senso del fallimento che va ad influire sull’autostima e sulla fiducia in se stesse.Che sia un obiettivo finanziario o qualsiasi altro obiettivo che hai nella vita prova a fissare più obiettivi e più piccoli che ti portino nella direzione del grande obbiettivo che vuoi raggiungere.In questo modo non solo il tuo obiettivo sarà più realistico, ma acquisirai anche fiducia in te stessa mentre raggiungerai gli obiettivi più piccoli durante il processo. 

3. Sii gentile con te stessa 

Hai sicuramente già sentito parlare di amore incondizionato, che è molto vicino al legame che si crea tra genitori e figli o tra partner o fratelli e sorelle e talvolta anche tra amici.Sai che è molto importante che tu possa arrivare ad amare te stessa incondizionatamente? E che cosa vuol dire?In pratica vuol dire che devi sbarazzarti di tutti quei pensieri negativi su te stessa e che la devi smettere di criticarti così duramente quando commetti un errore.Fai attenzione alla tua voce interiore  e a come reagisci alle tue azioni.Quello che ti dici è gentile? Sei capace di accettare gli errori che fai accettandoli senza criticarti aspramente?Trattati con gentilezza, amore e compassione, come faresti con un bambino di 5 anni.Quando imparerai ad amare te stessa incondizionatamente potrai fidarti di te stessa al 100% !

4. Riconosci i tuoi punti di forza 

Tutti siamo più brave a fare alcune cose e meno brave a farne altre; dipende dal nostro personale talento e dalle nostre abilità perché non tutte siamo uguali.Probabilmente saprai già che ci sono delle cose in cui eccelli e altre che non ti riescono altrettanto bene.Prova a fare ogni genere di cose, ma se in qualcuna non riesci, non ti giudicare duramente e guarda a quelle cose che sai fare bene.Se inoltre stai tentando di creare o ricreare fiducia in te stessa, cerca di fare più cose che ti riescono bene, e se non hai individuato i tuoi talenti chiedi alle persone che ti sono vicine o rivolgiti ad un Life coach o ad una psicoterapeuta a seconda del caso, per farti aiutare a riconoscere e sviluppare i tuoi talenti.Dedica sempre del tempo alla pratica perché la pratica aiuta.Così come se vuoi un corpo tonico dovrai allenarti in palestra, la stessa cosa vale anche per la tua crescita personale e per creare fiducia in te stessa.La chiave è imparare ad accettarti per quella che sei con le tue unicità e le tue criticità che potrai inoltre trasformare con il tempo in punti di forza.E se ne rimarranno alcune, sappi comunque che nessuno è perfetto.Riconoscere e accettare poi i tuoi punti di forza e le tue debolezze ti aiuterà ad avere fiducia in te stessa. 

5. Passa più tempo con te stessa 

Sei e sempre sarai la tua migliore amica, e allo stesso sei e sempre sarai responsabile della tua stessa felicità .Se però non hai fiducia in te stessa, potresti sentirti a disagio a stare da sola con te stessa, perché guardarsi dentro richiede sempre una certa dose di coraggio.Fai caso se cerchi sempre di impegnarti in attività, o se tieni una giornata piena di impegni e incontri persone che neanche ti va troppo di vedere solo per non stare da sola. Esci dalla tua zona comfort e comincia a dedicare del tempo a te stessa, e a conoscerti meglio.Il concetto è quello di essere più focalizzata all’interno di te che all’esterno.Dedicati del tempo, e vedrai che farà bene alla tua autostima.Puoi anche fare questo con un professionista o da sola, attraverso la meditazione.Prova a stare seduta da sola in un luogo tranquillo per 5/15 minuti ogni giorno e porta l’attenzione al tuo respiro e al tuo corpo.Senti i pensieri che ti passano per la mente, riconosci tutte le critiche e i pensieri negativi che arrivano e lasciali andare.Questa abitudine quotidiana se fatta con costanza, ti porterà a rafforzare la fiducia in te stessa . 

6. Sii decisa 

Se metti continuamente in discussione le tue azioni o le decisioni che prendi significa che non hai abbastanza fiducia in tre stessa.A volte la fiducia in se stesse può essere così bassa da mettere in discussione chi siamo davvero e questo può fare molto male. 

Come puoi fare? Smetti di mettere in discussione le tue decisioni, cominciando dalla prossima scelta che farai. Mantienila e non tornare indietro.Questo aumenterà la fiducia in te stessa.Anche se poi risulterà che avresti potuto fare una scelta migliore stare a criticarti non ti servirà a nulla.Considera gli errori che fai come lezioni dalle quali imparare; pensa che la prossima volta farai una scelta migliore e vedrai che in questo modo imparerai ad avere più fiducia in te stessa e nelle tue capacità decisionali. 

 


6 consigli per avere più fiducia in te stessa